Il ritorno della barba? Se sai raderti lo eviti.

Adam Kleeberger, giocatore della nazionale canadese di rugby ha dato un bel taglio alla sua barba. Vedete miglioramenti?

Vorrei rispondere a questo articolo sul ritorno della barba di Angelo Flaccavento in cui, fra le altre cose, si evidenzia come la barba stia tornando di moda.

“l’immaginario collettivo sembra aver riscoperto peli, barbe e via discorrendo: era da più di trent’anni che non si vedevano tanti uomini irsuti sui giornali, sulle passerelle e per strada”

E su questo sono tristemente d’accordo. Se si guarda la fascia d’età tra i 20 e i 35 noto anche io un aumento di “barboni”. Che, attenzione, non significa sciatteria visto che spesso sono barbe ben curate.

“Si torna alle radici. L’uomo, non più metro-vanesio, riscopre vecchi valori e vecchi modi d’apparire”

E qui non sono per niente d’accordo caro Flaccavento. Ho effettuato un piccolo sondaggio tra i miei colleghi barbuti chiedendogli perché portassero la barba lunga (preciso che io intendo lunga una barba anche di tre giorni).  Non pretendo la scientificità visto il ridotto campione ma guarda caso il piú vecchio ha 32 anni mentre tutti quelli “piú anzianotti” sono ben sbarbati. Quindi, almeno in questo, il campione sembra confermare quanto supposto sul ritorno della barba.

Ma ora veniamo al succo della risposta sul perché non si fanno la barba quotidianamente. Avevo messo in conto che la maggioranza mi rispondesse semplicemente di non averne voglia o per questioni estetiche. Insomma immaginavo fosse piú che altro pigrizia o moda.

E invece no.

Il 100% degli intervistati mi ha detto che non si fa la barba quotidianamente perché “ha la pelle delicata che si rovina con il rasoio“.

Ho cercato di immaginare le cause per cui in 15/20 anni la pelle degli italiani sia diventata così delicata. Mutazioni genetiche? Metteranno qualcosa nell’acqua? Effetti collaterali dell’introduzione della benzina verde?

Beh, non ho trovato nessun motivo valido in realtà. Per cui credo che la causa sia ben altra: le nuove generazioni si trovano di fronte prodotti per la rasatura che, paradossalmente, sono meno efficaci di quelli usati dalle generazioni precedenti.

E qui ritorniamo a perché ho iniziato a scrivere questo blog

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Una risposta a Il ritorno della barba? Se sai raderti lo eviti.

  1. Marco ha detto:

    Personalmente credo che la recente mutazione della pelle degli italiani sia da attribuire a un insieme di concause. Ci trovo pigrizia, come anche la distorsione frenetica dei tempi che non concede un attimo in più allo stretto indispensabile. Ma più di tutto vedo la capacità ormai perduta di trarre piacere sano, intelligente e autentico, e dar senso al proprio tempo in “attività” accessibili – talvolta anche necessarie – e che non trovino nell’acquisto compulsivo o nell’accumulo, ad esempio, l’unica fonte di appagamento. Ho conosciuto persone che ho scoperto dedicare parte del proprio tempo ad attività o hobby che ai più susciterebbero ilarità. Ma sono gli stessi che dopo aver ascoltato con curiosità, mi hanno ripagato con interesse quando si parlava di lamette, peli suini, Aqua Velva e barberie (ma non solo), senza sentirsi guardati come marziani o considerarli dei perditempo. Ed è nata anche qualche inaspettata amicizia!

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