Le lamette sono in pericolo di estinzione?

Tracce fossili di Gillette Iridium in un blocco di arenaria.

Chi si rade da qualche anno sa che in tempi piú o meno recenti molte marche di lamette originariamente presenti sul mercato sono scomparse. Ma non è un fenomeno recente. In realtà il picco massimo di marche presenti sul mercato si è avuto tra gli anni `40 e `50 per poi iniziare un lento calo. L’avvento dei rasoi usa e getta e delle testine multilama hanno dato un ulteriore scossone.

Sono quindi le lamette destinate a sparire? Vediamo un po’ di fare il punto della situazione.

Perché i produttori vogliono uccidere le lamette

Uno dei paradigmi piú noti in economia è quello del rasoio-lametta. In poche parole regala un rasoio fatto in modo che possa montare solo le tue lamette e poi vendi queste a caro prezzo (chi ha detto Fusion?).

Il leader di mercato, la Gillette, ha in effetti fatto qualcosa di simile storicamente anche se non da subito. Ma questo funziona solo se vale un presupposto ben preciso ovvero che nessun altro produttore possa produrre quella lametta. Ma i brevetti non durano all’infinito, ad un certo punto scadono e chiunque può “copiarti” il prodotto. E proprio nel 1930 il brevetto Gillette sulle lamette scadde e altri produttori iniziarono a produrre lamette. La Gillette ha comunque mantenuto la posizione di punta che aveva grazie alla qualità del proprio prodotto sia come rasoi che come lamette.

Tutto questo è però cambiato negli anni `70; anni in cui la Gillette introdusse sul mercato il primo rasoio bilama con “testina” usa e getta, il Gillette GII.  Le testine del GII erano di nuovo coperte da brevetto e nessun altro poteva produrle. Da questo momento la Gillette si trovò rapidamente di nuovo in una posizione privilegiata in cui non aveva piú il fiato della concorrenza sul collo. E questo fu ciò su cui la Gillette rapidamente puntò cessando la produzione di rasoi tradizionali a lamette. Al GII seguirono il Contour, l’Excel, il Mach 3 e infine il Fusion; tutti nuovi modelli che escono con cadenza abbastanza regolare secondo la politica dell’obsolescenza pianificata, ovvero convincendo il pollo consumatore che il vecchio prodotto è ormai superato e inadeguato. L’importante è convincere la stragrande maggioranza dei potenziali acquirenti a passare al nuovo prodotto di modo da mantenere alto il prezzo dei ricambi grazie ai brevetti.

E non è solo la Gillette a perseguire questa politica bensì quasi tutte le case produttrici (che poi sono praticamente due).

Se in molti paesi l’attività del marketing nel convincere i consumatori ad abbandonare le lamette può dirsi compiuta, questo non è certamente vero a livello globale.

Infatti in molti paesi in via di sviluppo questo processo non è iniziato o è in atto solo da poco tempo. Un esempio è l’India in cui solo in tempi recenti è stata pianificata una campagna di disinformazione pubblicitaria per convincere le persone ad abbandonare le economiche ed efficienti lamette:

probabilmente le analisi di mercato indicano che in India c’è una fetta sufficiente di persone in grado di buttare i propri soldi acquistare tali prodotti incrementando il profitto altrui.

Insomma, visto con gli occhi dei principali produttori, la lametta va eliminata. E visto che le lamette vengono prodotte da queste stesse aziende il loro destino sembra segnato…

Ma in realtà secondo me non sarà così e vediamo di vedere perché.

Perché non ci riusciranno

Il motivo principale per cui le lamette non si estingueranno è paradossalmente la globalizzazione. Anche se nel negozio sottocasa non trovate piú le lamette non è infatti importante. Chiunque può, tramite internet, ad accedere a siti di commercio elettronico in altri paesi e farsi spedire lamette di qualità spendendo anche meno. Infatti, come accennavo sopra, esistono numerosi mercati in cui la lametta ancora comanda; non è un segreto che la stessa Gillette produca ancora lamette nella sua fabbrica di San Pietroburgo. Tali lamette sono prodotte e confezionate per differenti mercati ancora in via di sviluppo ma ci vuole veramente poco per fargli raggiungere l’occidente anche se la Gillette non le commercializza qui da noi.

Le lamette sono prodotte da oltre un secolo e la tecnologia che ci sta dietro non è segreta. Anche se i grossi produttori cessassero di colpo la produzione, molto rapidamente qualcuno riempirebbe la nicchia di mercato lasciata vuota.

Esistono inoltre numerosi produttori che già adesso producono lamette di qualità. Lamette prodotte in Egitto, Pakistan o India sono perfettamente in grado di tener testa alle piú rinomate lamette Gillette, Merkur o Wilkinson.

In certe zone del mondo la lametta è l’unica scelta economicamente possibile; metà della popolazione mondiale vive con meno di un euro al giorno, ben difficilmente investiranno i propri risparmi nelle testine di un rasoio multilama.

La capacità del marketing a convincere i consumatori a passare a nuovi prodotti sta sempre di piú scemando. Convincere che usare un rasoio a 5 lame sia significativamente meglio che usare il rasoio a 3 lame che fino a ieri ti garantivo essere il top è un po’ arrampicarsi sugli specchi. La gente si informa sempre di piú attraverso internet e questo non si riesce a controllare. Il sorgere di numerosi siti dedicati al mondo della rasatura (quella vera) ha permesso ad un numero sempre maggiore di persone di scoprire i vantaggi della lametta.

Conclusioni

Personalmente resto ottimista sul futuro della lametta. Che non significa che ci siano solo luci e niente ombre. Anzi. La storia insegna che alcuni prodotti –ottimi– sono scomparsi dall’oggi al domani. Se avete una marca di lamette a cui siete maggiormente affezionati e questa è prodotta da chi produce anche rasoi multilama, beh valutate il caso di fare un po’  di scorta. Tanto le lamette costano poco e occupano poco spazio.

Buona Rasatura!

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3 risposte a Le lamette sono in pericolo di estinzione?

  1. Claudio ha detto:

    si, anche io sto scegliendo la mia preferita…. Astra e Tiger in pacchi da 500-1000 si rovano a 6 centesimi l’una spedizione compresa, basta trovare la propria, comprarne 2-3000 e metterle al sicuro per gli anni a venire insieme ad una decina di panetti di sapone, diciamo che con 200 euro si è a posto vita natural durante

  2. giuseppe ha detto:

    Vorrei capire per quale motivo nei supermercati non si trovano più i ricambi Gillette GII.
    Grazie.
    Giuseppe

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